Versetti Biblici Su belly
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Questa raccolta è un punto di partenza, non un conteggio di tutti i passi pertinenti della Bibbia.
(H7-3) Il tuo seno e una tazza rotonda, dove non manca mai vino profumato. Il tuo corpo è un mucchio di grano, circondato di gigli.
Passaggi Scritturali
Ecco, il mio seno è come vin rinchiuso, è simile ad otri pieni di vin nuovo, che stanno per scoppiare.
Ecco la sua forza è nei suoi lombi, e il vigor suo nei muscoli del ventre.
Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà; Iddio stesso gliele ricaccerà dal ventre.
Le vivande son per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Iddio distruggerà e queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo;
Lo spirito dell’uomo è una lucerna dell’Eterno che scruta tutti i recessi del cuore.
Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori nella latrina?
questo sarà la salute del tuo corpo, e un refrigerio alle tue ossa.
Le battiture che piagano guariscono il male; e così le percosse che vanno al fondo delle viscere.
S’è vestito di maledizione come della sua veste, ed essa è penetrata come acqua, dentro di lui, e come olio, nelle sue ossa.
Così io comprai la cintura, secondo la parola dell’Eterno, e me la misi sui fianchi.
L’empio concepisce malizia, e partorisce rovina; ei si prepara in seno il disinganno".
e quest’acqua che arreca maledizione, t’entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen!
E mi disse: "Figliuol d’uomo, nutriti il ventre e riempiti le viscere di questo rotolo che ti do". E io lo mangiai, e mi fu dolce in bocca, come del miele.
Quando starà per riempirsi il ventre, ecco Iddio manderà contro a lui l’ardor della sua ira; gliela farà piovere addosso per servirgli di cibo.
Il giusto ha di che mangiare a sazietà, ma il ventre degli empi manca di cibo.
ma il cibo gli si trasforma nelle viscere, e gli diventa in corpo veleno d’aspide.
perché la sua ingordigia non conobbe requie, egli non salverà nulla di ciò che ha tanto bramato.
Poiché l’anima nostra è abbattuta nella polvere; il nostro corpo aderisce alla terra.
Avea la faccia coperta di grasso, i fianchi carichi di pinguedine;
Chiudono il loro cuore nel grasso, parlano alteramente colla lor bocca.
Ma Ieshurun s’è fatto grasso ed ha ricalcitrato, ti sei fatto grasso, grosso e pingue! ha abbandonato l’Iddio che l’ha fatto, e ha sprezzato la Ròcca della sua salvezza.
Le parole del maldicente son come ghiottonerie, e penetrano fino nell’intimo delle viscere.
Le parole del maldicente son come ghiottonerie, e penetrano fino nell’intimo delle viscere.
Deh, ch’ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand’esce dal seno materno!"
la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra.
Col frutto della sua bocca l’uomo sazia il corpo; si sazia col provento delle sue labbra.
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.
Abbi pietà di me, o Eterno, perché sono in distretta; l’occhio mio, l’anima mia, le mie viscere son rosi dal cordoglio.
Invece del profumo s’avrà fetore; invece di cintura, una corda; invece di riccioli calvizie; invece d’ampio manto, un sacco stretto; un marchio di fuoco invece di bellezza.
A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre.
Siagli essa come un vestito di cui si cuopra, come una cintura di cui sia sempre cinto!
Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta?
Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno.
Il loro cuore è denso come grasso, ma io mi diletto nella tua legge.
E della vittima offrirà, come sacrifizio mediante il fuoco all’Eterno, il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora,
Poiché i miei fianchi son pieni d’infiammazione, e non v’è nulla d’intatto nella mia carne.
Quanto alla tua nascita, il giorno che nascesti l’ombelico non ti fu tagliato, non fosti lavata con acqua per nettarti, non fosti sfregata con sale, né fosti fasciata.
Te pure ei vuol trarre dalle fauci della distretta, al largo, dove non è più angustia, e coprir la tua mensa tranquilla di cibi succulenti.
Prima di provar le doglie del parto, ella ha partorito; prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio.
Chi ha l’animo avido fa nascere contese, ma chi confida nell’Eterno sarà saziato.
Corrispondenze automatiche. Verifica ogni passo nel contesto. Chi Siamo
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