Versetti Biblici Su Ossifrage
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Questa raccolta è un punto di partenza, non un conteggio di tutti i passi pertinenti della Bibbia.
ma ecco quelli dei quali non dovete mangiare: l’aquila, l’ossifraga e l’aquila di mare;
Passaggi Scritturali
E fra gli uccelli avrete in abominio questi: non se ne mangi; sono un abominio: l’aquila, l’ossifraga e l’aquila di mare;
ma quando è seminato, cresce e diventa maggiore di tutti i legumi; e fa de’ rami tanto grandi, che all’ombra sua possono ripararsi gli uccelli del cielo.
Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo; di mezzo alle fronde fanno udir la loro voce.
aveva de’ rami forti, da servire di scettri a sovrani; s’ergeva nella sua sublimità, fra il folto dei tralci; era appariscente per la sua elevatezza, per la moltitudine de’ suoi sarmenti.
"Figliuol d’uomo, il legno della vite che cos’è egli più di qualunque altro legno? che cos’è il tralcio ch’è fra gli alberi della foresta?
Ma l’ulivo rispose loro: Rinunzierei io al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al disopra degli alberi?
Saluta Prisca ed Aquila e la famiglia d’Onesiforo.
Ecco abbiamo udito che l’Arca era in Efrata; l’abbiam trovata nei campi di Jaar.
Ed un’altra cadde in mezzo alle spine; e le spine, nate insieme col seme, lo soffocarono.
Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de’ legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.
Stese i suoi rami fino al mare, e i suoi rampolli fino al fiume.
l’albero dal fogliame bello, dal frutto abbondante e in cui era nutrimento per tutti, sotto il quale si riparavano le bestie dei campi e fra i cui rami dimoravano gli uccelli del cielo,
E un’altra cadde sulle spine; e le spine crebbero e l’affogarono.
Esso crebbe, e diventò una vite estesa, di pianta bassa, in modo da avere i suoi tralci vòlti verso l’aquila, e le sue radici sotto di lei. Così diventò una vite che fece de’ pampini e mise de rami.
Lo struzzo batte allegramente l’ali; ma le penne e le piume di lui son esse pietose?
ragliano fra i cespugli, si sdraiano alla rinfusa sotto i rovi;
Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro.
Io l’avevo reso bello per l’abbondanza de’ suoi rami, e tutti gli alberi d’Eden, che sono nel giardino di Dio, gli portavano invidia.
poiché saranno una corona di grazia sul tuo capo, e monili al tuo collo.
Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su loro; e dissero all’ulivo: Regna tu su noi.
Gli alberi dell’Eterno sono saziati, i cedri del Libano, ch’egli ha piantati.
Poiché sarete come un terebinto dalle foglie appassite, e come un giardino senz’acqua.
Parlò degli alberi, dal cedro del Libano all’issopo che spunta dalla muraglia; parlò pure degli animali, degli uccelli, dei rettili, dei pesci.
Tutti i tuoi vestimenti sanno di mirra, d’aloe, di cassia; dai palazzi d’avorio la musica degli strumenti ti rallegra.
ed essi germoglieranno come in mezzo all’erba, come salci in riva a correnti d’acque.
I suoi rami si stenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell’ulivo, e la sua fragranza, come quella del Libano.
Allora gli alberi dissero al fico: Vieni tu a regnare su noi.
Si tagliano de’ cedri, si prendono degli elci, delle querci, si fa la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano de’ pini che la pioggia fa crescere.
E farai de’ castoni d’oro,
nel quarto ordine, un grisolito, un onice e un diaspro. Queste pietre erano incastrate nei loro castoni d’oro.
Era bello per la sua grandezza, per la lunghezza dei suoi rami, perché la sua radice era presso acque abbondanti.
Sarà come vigna da cui si strappi l’uva ancor acerba, come l’ulivo da cui si scuota il fiore;
contro tutti i cedri del Libano, alti, elevati, e contro tutte le querce di Basan;
(H7-8) La tua statura è simile alla palma, e le tue mammelle a de’ grappoli d’uva.
Conceda il Signore misericordia alla famiglia d’Onesiforo, poiché egli m’ha spesse volte confortato e non si è vergognato della mia catena;
Ed un’altra cadde fra le spine; e le spine crebbero e l’affogarono e non fece frutto.
Allora tutti gli alberi dissero al pruno: Vieni tu a regnare su noi.
Essa ti metterà sul capo una corona di grazia, ti farà dono d’un magnifico diadema".
Nei suoi palazzi cresceranno le spine; nelle sue fortezze, le ortiche ed i cardi; diventerà una dimora di sciacalli, un chiuso per gli struzzi.
distrusse le loro vigne con la gragnuola e i loro sicomori coi grossi chicchi d’essa;
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